Echi e macerie del terrorismo nel cinema italiano degli anni Ottanta

Christian Uva

Abstract
In molti film degli anni ’80 i detriti e le rovine degli “anni di piombo” gravano sulle spalle di figure troppo esili per potersene fare carico. Il passaggio epocale dal decennio dell’io politico (gli anni ’70) a quello, “liquido”, del riflusso nell’io individuale (gli anni ’80) sembra determinare un generale senso di smarrimento che colpisce inesorabilmente i tanti figli senza più padri, ma anche i non meno desolati padri senza più figli, finendo per accomunare i personaggi della nuova commedia “malincomica” (Un sacco bello di Carlo Verdone) ai protagonisti di opere come Maledetti vi amerò di Marco Tullio Giordana o Colpire al cuore di Gianni Amelio.

Gli schermi non più opachi

Vito Zagarrio

Abstract
Il contesto degli anni Ottanta è l’Italietta craxiana, quella della “Milano da bere” che sfocerà presto in “Tangentopoli”, un Paese destabilizzato dalla profonda rivoluzione della scena mondiale: dalla caduta del comunismo alle tensioni etniche alle guerre balcaniche alle grandi migrazioni, il mondo sta cambiando. In relazione a questo grande scenario millenaristico, in questo finale del “secolo breve”, il cinema italiano è poca cosa. Ma merita rispetto, e merita soprattutto una rilettura attenta, dal punto di vista storico e culturale, perché è lì che possiamo trovare le chiavi di lettura dell’oggi, è in questi anni contraddittori che possiamo vedere in nuce la formazione dell’identità del cinema italiano degli anni 2000.

Consumi e paesaggio mediatico degli anni Ottanta

Paolo Capuzzo

Abstract
L’importanza degli anni Ottanta per la società italiana è ripercorsa attraverso un percorso che, riconsiderando le principali trasformazioni in atto in questo decennio, ne valorizza alcuni dei suoi aspetti principali. Si afferma definitivamente la cultura del consumo e nuove figure sociali, come quella dello speculatore. Sono questi gli anni dei primi successi della nuova commedia dei Vanzina e della definitiva crisi del cinema. Al contrario, la televisione ha la sua definitivo affermazione, anche grazie all’affermarsi del duopolio Rai-Fininvest: con l’offerta di nuovi programmi e l’avvento della televisione commerciale cresce l’attenzione verso la pubblicità, ormai protagonista indiscussa dell’etere. E’ la neotelevisione che forma un proprio nuovo linguaggio e lancia diverse novità, tra cui Drive In con le sue ragazze fast food. In questo decennio cambiava il ruolo televisivo della donna e si imponevano nuovi modelli della fisicità femminile e nuovi comportamenti, tendenti alla seduzione.

Lo spirito di un decennio. Gli anni Ottanta, il cinema, la storia

Marco Gervasoni

Abstract
Gli anni Ottanta sono contraddistinti da un forte legame tra Cinema e Storia. E’ il decennio della globalizzazione, del capitale finanziario, delle prime delocalizzazioni e della crescita del bisogno di nuove regole e paradigmi in una società in rapida trasformazione. Per questo nascono al cinema eroi, come Rambo e Conan, che fanno del decisionismo il loro nuovo paradigma. Ma soprattutto gli anni Ottanta sono gli anni degli yuppie che, affermatisi negli USA secondo precisi cliché, arrivano poi in Italia, anche se con caratteristiche diverse. Questi cambiamenti saranno quindi intuiti da alcuni registi, come Nanni Moretti che con il suo Palombella rossa denunciano la fuga dalla politica e la corruzione del linguaggio che si stavano verificando in Italia.

Appunti per la storia di un decennio

di Pierre Sorlin

Abstract
Il rapporto tra cinema e storia emerge chiaramente negli anni ’80. Il decennio offre allo specialista un campo d’indagine particolarmente facile perché non fu una grande epoca e non produsse capolavori che, essendo difficili da caratterizzare, destano l’attenzione e oscurano opere meno famose. Lo studio di quest’epoca consente di giungere a due conclusioni in apparenza contraddittorie: ogni epoca stabilisce una relazione originale con il passato, ma il contributo dei film alla storiografia è sempre identico. Le aspettative del pubblico, negli anni ’80, erano specifiche, i generi che piacevano anteriormente non facevano più cassetta, Hollywood, in un baleno, sorpassava Cinecittà, la nuova generazione di cineasti considerava il cinema e il proprio lavoro con un certo distacco, girava senza preoccuparsi dell’indifferenza degli spettatori. I comici, spesso venuti dal teatro, divertivano con scherzi che, prima, sembravano banali. I film «seri», che pochi apprezzavano, sfioravano appena il mondo contemporaneo…

Quando la Storia incontra il Cinema

di Pietro Cavallo

Abstract
Il cinema ha agito nel Novecento come “agente di storia”, contribuendo a costruire anche una nuova identità sociale italiana. In particolar modo è stato importante il cinema americano, grazie al quale la società USA veniva, per la prima volta, ammirata dagli italiani: nasceva così una sorta di identità transazionale che, giocoforza, entrava in conflitto con quella nazionalistica del fascismo. Ma oltre a essere protagonisti nella Storia, i film possono essere considerati una fonte storica? Pur mantenendo la soggettività che lo contraddistingue, tipica di ogni fonte storica, il cinema permette di studiare la società non in quanto tale, ma piuttosto nel modo con cui questa stessa società intende raffigurarsi e permette quindi di capire come gli eventi vengono percepiti, vissuti e interpretati dalla stessa società.

Il mio lungo viaggio nella storia del cinema in compagnia di Ulisse

di Gian Piero Brunetta

Abstract
La storia del cinema, come parte integrante della storia culturale del XX secolo, necessita di un approfondito studio e di una appassionata ricerca. Rispetto alle percentuali quasi inesistenti del passato, le metodologie di tipo storico appaiono con un’incidenza destinata a orientare le ricerche future degli studi sul cinema che sappiano sfruttare le nuove opportunità degli accessi in rete dei patrimoni cinematografici e multimediali. In controparte, oggi, in modo meno rapsodico e casuale rispetto al passato, crescono costantemente gli storici del mondo contemporaneo che fanno uso delle fonti filmiche e studiano il cinema come fonte non secondaria di storia e cominciano a prendere in esame il ruolo delle immagini nella costruzione della memoria, dei saperi, delle mentalità, degli orizzonti di attese, della conoscenza del mondo…

Cinema e Storia 2012

Anni Ottanta: quando tutto cominciò.

Realtà, immagini e immaginario di un decennio da ri-vedere

a cura di Paolo Mattera e Christian Uva

Gli anni Ottanta sono stati un decennio dotato di uno spirito molto forte, improntato all’individualismo, al declino delle mobilitazioni collettive, alla ricerca della soddisfazione personale. Essi segnano il definitivo trionfo di un ethos, fatto di immaginario e di valori frutto di un singolare intreccio fra strutture materiali e dimensione simbolica. La televisione e il cinema diffondono i propri codici e i propri linguaggi a tutti i livelli, dalla vita quotidiana al mondo politico. Ecco allora che, per studiare quel decennio con quello spirito, e soprattutto per dare vita ad un’opera di re-visione che non ceda ad un facile revisionismo, appare particolarmente feconda l’interazione di competenze finalizzate a riesplorare e reinterpretare una serie di narrazioni oggi particolarmente illuminanti per comprendere il nostro presente.

 

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INDICE
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Il mio lungo viaggio nella storia del cinema in compagnia di Ulisse
Gian Piero Brunetta

Quando la Storia incontra il Cinema
Pietro Cavallo

Appunti per la storia di un decennio
Pierre Sorlin

Lo spirito di un decennio. Gli anni Ottanta, il cinema, la storia
Marco Gervasoni

Consumi e paesaggio mediatico degli anni Ottanta
Paolo Capuzzo

Gli schermi non più opachi
Vito Zagarrio

Echi e macerie del terrorismo nel cinema italiano degli anni Ottanta
Christian Uva

L’ellisse. Società e politica dal “Riflusso” a “Tangentopoli”
Paolo Mattera

Politica, spettacolo e televisione negli anni Ottanta
Edoardo Novelli

Nostalgia di un decennio disprezzato: appunti sul primo cinepanettone
Alan O’Leary

La rappresentazione degli anni Ottanta nel cinema italiano contemporaneo
Giacomo Manzoli