Archivi categoria: 2012

Politica, spettacolo e televisione negli anni Ottanta

Edoardo Novelli

Abstract
Gli anni Ottanta sono il risultato di una rivoluzione silenziosa che muta radicalmente la società italiana in ambito comunicativo e, quindi, culturale. Un decennio ricco di cambiamenti che da un lato anticipa alcuni tratti della modernità, dall’altro recupera aspetti della società e della cultura italiana già manifesti ed evidenti negli anni del boom economico. In questo clima di rinnovamento mediatico anche la politica rivoluziona il proprio sistema comunicativo mirando alla conquista della più recente ed efficace “arma”, la televisione.

L’ellisse. Società e politica dal “Riflusso” a “Tangentopoli”

Paolo Mattera

Abstract.

Il rapporto tra mondo politico e società civile negli anni Ottanta risulta estremamente complesso e contraddittorio. Per descriverlo sembra utile la metafora di una ellisse, che passa attraverso varie e complesse fasi. Inizia col riflusso, con la maggioranza degli italiani che passa dalla passione per le mobilitazioni collettive al desiderio della felicità individuale. Impera l’individualismo e si rifugge dall’impegno politico, mentre ci si volge alla ricerca di nuove figure di riferimento: prima il presidente Pertini e quindi, più tardi, la comparsa di nuovi protagonisti politici. Si afferma il PSI di Craxi, in un sistema però bloccato e privo di una vera alternanza di governo. Il benessere pare allora minacciato dal debito pubblico e della corruzione. L’ira popolare cresce, fino a “Tangentopoli” e al crollo dell’intero sistema.

Echi e macerie del terrorismo nel cinema italiano degli anni Ottanta

Christian Uva

Abstract
In molti film degli anni ’80 i detriti e le rovine degli “anni di piombo” gravano sulle spalle di figure troppo esili per potersene fare carico. Il passaggio epocale dal decennio dell’io politico (gli anni ’70) a quello, “liquido”, del riflusso nell’io individuale (gli anni ’80) sembra determinare un generale senso di smarrimento che colpisce inesorabilmente i tanti figli senza più padri, ma anche i non meno desolati padri senza più figli, finendo per accomunare i personaggi della nuova commedia “malincomica” (Un sacco bello di Carlo Verdone) ai protagonisti di opere come Maledetti vi amerò di Marco Tullio Giordana o Colpire al cuore di Gianni Amelio.

Gli schermi non più opachi

Vito Zagarrio

Abstract
Il contesto degli anni Ottanta è l’Italietta craxiana, quella della “Milano da bere” che sfocerà presto in “Tangentopoli”, un Paese destabilizzato dalla profonda rivoluzione della scena mondiale: dalla caduta del comunismo alle tensioni etniche alle guerre balcaniche alle grandi migrazioni, il mondo sta cambiando. In relazione a questo grande scenario millenaristico, in questo finale del “secolo breve”, il cinema italiano è poca cosa. Ma merita rispetto, e merita soprattutto una rilettura attenta, dal punto di vista storico e culturale, perché è lì che possiamo trovare le chiavi di lettura dell’oggi, è in questi anni contraddittori che possiamo vedere in nuce la formazione dell’identità del cinema italiano degli anni 2000.

Consumi e paesaggio mediatico degli anni Ottanta

Paolo Capuzzo

Abstract
L’importanza degli anni Ottanta per la società italiana è ripercorsa attraverso un percorso che, riconsiderando le principali trasformazioni in atto in questo decennio, ne valorizza alcuni dei suoi aspetti principali. Si afferma definitivamente la cultura del consumo e nuove figure sociali, come quella dello speculatore. Sono questi gli anni dei primi successi della nuova commedia dei Vanzina e della definitiva crisi del cinema. Al contrario, la televisione ha la sua definitivo affermazione, anche grazie all’affermarsi del duopolio Rai-Fininvest: con l’offerta di nuovi programmi e l’avvento della televisione commerciale cresce l’attenzione verso la pubblicità, ormai protagonista indiscussa dell’etere. E’ la neotelevisione che forma un proprio nuovo linguaggio e lancia diverse novità, tra cui Drive In con le sue ragazze fast food. In questo decennio cambiava il ruolo televisivo della donna e si imponevano nuovi modelli della fisicità femminile e nuovi comportamenti, tendenti alla seduzione.

Lo spirito di un decennio. Gli anni Ottanta, il cinema, la storia

Marco Gervasoni

Abstract
Gli anni Ottanta sono contraddistinti da un forte legame tra Cinema e Storia. E’ il decennio della globalizzazione, del capitale finanziario, delle prime delocalizzazioni e della crescita del bisogno di nuove regole e paradigmi in una società in rapida trasformazione. Per questo nascono al cinema eroi, come Rambo e Conan, che fanno del decisionismo il loro nuovo paradigma. Ma soprattutto gli anni Ottanta sono gli anni degli yuppie che, affermatisi negli USA secondo precisi cliché, arrivano poi in Italia, anche se con caratteristiche diverse. Questi cambiamenti saranno quindi intuiti da alcuni registi, come Nanni Moretti che con il suo Palombella rossa denunciano la fuga dalla politica e la corruzione del linguaggio che si stavano verificando in Italia.

Appunti per la storia di un decennio

di Pierre Sorlin

Abstract
Il rapporto tra cinema e storia emerge chiaramente negli anni ’80. Il decennio offre allo specialista un campo d’indagine particolarmente facile perché non fu una grande epoca e non produsse capolavori che, essendo difficili da caratterizzare, destano l’attenzione e oscurano opere meno famose. Lo studio di quest’epoca consente di giungere a due conclusioni in apparenza contraddittorie: ogni epoca stabilisce una relazione originale con il passato, ma il contributo dei film alla storiografia è sempre identico. Le aspettative del pubblico, negli anni ’80, erano specifiche, i generi che piacevano anteriormente non facevano più cassetta, Hollywood, in un baleno, sorpassava Cinecittà, la nuova generazione di cineasti considerava il cinema e il proprio lavoro con un certo distacco, girava senza preoccuparsi dell’indifferenza degli spettatori. I comici, spesso venuti dal teatro, divertivano con scherzi che, prima, sembravano banali. I film «seri», che pochi apprezzavano, sfioravano appena il mondo contemporaneo…

Quando la Storia incontra il Cinema

di Pietro Cavallo

Abstract
Il cinema ha agito nel Novecento come “agente di storia”, contribuendo a costruire anche una nuova identità sociale italiana. In particolar modo è stato importante il cinema americano, grazie al quale la società USA veniva, per la prima volta, ammirata dagli italiani: nasceva così una sorta di identità transazionale che, giocoforza, entrava in conflitto con quella nazionalistica del fascismo. Ma oltre a essere protagonisti nella Storia, i film possono essere considerati una fonte storica? Pur mantenendo la soggettività che lo contraddistingue, tipica di ogni fonte storica, il cinema permette di studiare la società non in quanto tale, ma piuttosto nel modo con cui questa stessa società intende raffigurarsi e permette quindi di capire come gli eventi vengono percepiti, vissuti e interpretati dalla stessa società.