Archivi categoria: 2015

I vinti e i redenti. Cinema & antifascismo in Italia

di Vito Zagarrio

Abstract
Che vuol dire “antifascismo”? Anzi, in maniera ancora più generale quando si tenta di stabilire una relazione tra due soggetti, che cosa significa parlare di “cinema e antifascismo”? Perché, se la stessa nozione di “antifascismo” è oggi complessa e rischia di risultare ambigua, lo stesso può dirsi per quella di “cinema”, coincidente ormai con un orizzonte “espanso” comprensivo dell’intero universo audiovisivo, dal film alla televisione, dal video al web, dal cortometraggio al documentario. L’intento di questo saggio è dunque quello di riflettere problematicamente sulla doppia declinazione del rapporto cinema-antifascismo: da una parte la rappresentazione dell’antifascismo e la sua irruzione nell’immaginario; dall’altra l’antifascismo quale categoria ideologica e come posizione culturale.

Postmodern antifascismo

di Giacomo Manzoli

Abstract
Non è un caso che, soprattutto negli anni successivi all’entrata in politica di Silvio Berlusconi, durante la fase più drammatica dei rapporti burrascosi tra l’allora Presidente del Consiglio e la magistratura, l’interesse del cinema italiano per la Resistenza, e l’antifascismo in generale, si sia intensificato: da allora fino ad oggi il cinema “politico” nostrano pare attraversato dal fenomeno del cosiddetto postmodern impegno. Un impegno, di matrice antifascista, del tutto privo di intenzioni egemoniche, che ricerca una relazione forte, di stampo passionale ed emotivo, con la materia trattata, anche come compensazione per l’uscita dalla gabbia rassicurante dell’ideologia propriamente detta.

Resistenza senza antifascismo. La Tv e il dibattito degli anni Novanta

di Vanessa Roghi

Abstract
Il discorso pubblico sull’antifascismo trovo un proprio fondamentale momento di svolta negli anni Novanta del XX secolo, quando emergono alcune delle principali peculiarità che hanno caratterizzato la nuova narrazione dell’antifascismo e della resistenza al cinema e, soprattutto, in televisione. In un periodo compreso tra il 1991, inteso come anno di svolta in quanto scompare il termine “antifascismo” e si impone il concetto di “anti-antifascismo”, e il 1994, quando viene messa in onda la trasmissione Combat film che propone l’idea che i morti fascisti e antifascisti siano uguali, In quegli anni si attua così una vera “rivoluzione” per la memoria pubblica dell’Italia Repubblicana. Da allora la storia della parte antifascista della società sarà lentamente espulsa dalla TV.

La nostalgia e la pietà: La notte di San Lorenzo di Paolo e Vittorio Taviani

di Emiliano Morreale

Abstract
All’interno dell’arcipelago dei modelli di racconto cinematografico del Fascismo, della Resistenza e della guerra, avviati ormai, dagli anni Settanta in poi, su una notevole diversificazione, La notte di San Lorenzo dei fratelli Taviani spicca per complessità. L’atteggiamento ambivalente nei confronti di un passato che è insieme regressivo e utopico, caratteristico dei lavori precedenti dei registi toscani, si scioglie in questo film nel confronto con un passato drammatico attraverso gli occhi di una bambina, e nel tentativo di conciliare la durezza della storia con il pathos della memoria. Muovendosi dialetticamente tra storia e memoria, i Taviani realizzano l’opera filmica che, fino a quel momento, meglio mostra, e racconta, il versante della guerra civile.

La storia incompiuta. Antifascismo e Resistenza nel cinema politico italiano dal boom agli anni Settanta

di Maurizio Zinni

Abstract
Il tema dell’antifascismo e della lotta di Liberazione divennero nel ventennio Sessanta-Settanta uno degli argomenti principali del dibattito pubblico. Il cinema si fece specchio di questa attenzione crescente con opere, anche molto diverse fra loro, che innestavano il dato memoriale all’interno di vicende strettamente legate alla temperie di quegli anni. In questa numerosa produzione storica il cinema politico e militante, negli anni Settanta vicino alle istanze del movimento di contestazione, utilizzò il tema della “resistenza tradita” come strumento di battaglia politica e rivendicò l’attualità dell’antifascismo alla luce di una completa messa in discussione della storia nazionale presente e passata.

L’immagine di guerra. La Resistenza nel cinema italiano dell’immediato dopoguerra

di Stefania Parigi

Abstract
Al di là delle diverse ideologie messe in campo, all’interno della cinematografia resistenziale, che si concentra per la maggior parte tra il 1945 e il 1946, è facile riconoscere figure e schemi ricorrenti che passano da un film all’altro, contribuendo a delineare un immaginario comune. Prendendo come modello Roma città aperta, l’esiguo numero di film dedicati alla Resistenza, realizzati negli anni immediatamente successivi alla guerra, è caratterizzato da opere molto diverse tra loro che hanno però in comune principalmente il fatto di essere concepite sull’onda emotiva degli eventi, dimostrando quella «smania di raccontare» descritta da Italo Calvino come un portato comunitario degli anni di guerra.

La lunga notte del ’43. Cinema e resistenza nella Prima repubblica

di Pietro Cavallo

Abstract
Che cos’è stato il cinema resistenziale? Con un excursus che parte dal 1945 e arriva fino al 1992 si prova a rispondere a questa domanda offrendo una ricostruzione di alcune fra le principali peculiarità di questo genere cinematografico. Si delineano così tre distinte fasi in cui il tema della Resistenza, risentendo dei differenti e complessi periodi storici in cui sono prodotti, trova diverse declinazioni. Analizzando alcune tra le migliori produzioni filmiche italiane si offre così una ricostruzione dell’evoluzione della narrazione di un genere su cui vi è ancora molto da scrivere e da girare.

Cinema e Storia 2015

Cinema e antifascismo. Alla ricerca di un epos nazionale

a cura di Vito Zagarrio

Questo numero della rivista prende in esame l’antifascismo come uno degli orizzonti tematici che meglio consentono di mettere a fuoco i problematici rapporti tra il cinema e la storia in Italia. È infatti su tale terreno che più chiaramente si evidenzia la relazione “non riconciliata” tra i due ambiti soprattutto laddove essa si definisce nella continua rincorsa di un epos nazionale che proprio nel mito resistenziale tenta di rintracciare il suo terreno d’elezione. I saggi contenuti nel presente dossier si soffermano su un lungo e articolato percorso che va dalla ricerca della nuova identità nazionale passante attraverso il sacrificio cruento e la conseguente monumentalizzazione dei martiri della guerra attuata dal cinema del dopoguerra alla disillusione che sopraggiunge con la fine dell’unità resistenziale; dalla storicistica (quanto ideologica) esigenza espressa dalla produzione filmica dei primi anni ’60 di porre il presente in continuità con il passato della guerra partigiana alla presa d’atto dell’incapacità di dare vita, come già accaduto per il Risorgimento, ad una vera e propria “grande narrazione” nazionale, fino al connubio tra contrapposizione generazionale e utopia che sostanzia il cinema più recente in cui è il concetto stesso di antifascismo a diventare di per sé problematico, aprendosi ad una serie di nuovi significati che i film, ma anche la televisione ed altri media di nuova generazione, faticano a interpretare.

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INDICE
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Introduzione
Vito Zagarrio

La lunga notte del ’43. Cinema e resistenza nella Prima repubblica
Pietro Cavallo

L’immagine di guerra. La Resistenza nel cinema italiano dell’immediato dopoguerra
Stefania Parigi

La storia incompiuta. Antifascismo e Resistenza nel cinema politico italiano dal boom agli anni Settanta
Maurizio Zinni

La nostalgia e la pietà: La notte di San Lorenzo di Paolo e Vittorio Taviani
Emiliano Morreale

Resistenza senza antifascismo. La Tv e il dibattito degli anni Novanta
Vanessa Roghi

Postmodern antifascismo
Giacomo Manzoli

I vinti e i redenti. Cinema & antifascismo in Italia
Vito Zagarrio