«Babylon Berlin» [Stagione 1], di Henk Handloegten, Tom Tykwer, Achim von Borries

di Giovanni Bottiglieri

Berlino 1929, i trotskysti si preparano per cospirare contro Stalin, foraggiati dalla contessa Swetlana Sorokina, mentre l’ispettore di polizia Gereon Rath, giovane ambiguo e ambizioso appena arrivato dalla tranquilla Colonia, è alla ricerca di alcune bobine di pellicola utilizzate per ricattare i pezzi grossi della politica berlinese, ritratti in pose compromettenti con alcune prostitute. Rath opera nel “mondo di mezzo” tra prostituzione, malavita e alti gradi della polizia; egli stesso è capace di sovvertire i comuni valori morali pur di ottenere il risultato, ricattando gli informatori e i suoi superiori. Lungo il suo percorso incontra Charlotte Ritter, una ragazza caparbia e avvenente che si guadagna da vivere facendo diversi lavoretti, sia come assistente giornaliera della polizia, occupandosi della catalogazione di foto di delitti, sia come prostituta al Moka Efti, il locale notturno attorno a cui ruotano gran parte degli affari illegali della città. Charlotte rappresenta il punto di congiunzione tra i due mondi, una ragazza che proviene dai bassifondi che tenta di riscattarsi e garantirsi un futuro migliore. Tra l’ispettore e la giovane Ritter si crea un sodalizio che torna utile a entrambi, portando all’apertura di nuove piste per le indagini sul caso delle bobine scomparse e sulle sparizioni di alcuni antistalinisti russi in cui è coinvolta la Sorokina.

Si evince da questi sommari frammenti di cosa si componga effettivamente la narrazione degli 8 episodi della prima stagione di Babylon Berlin, serie televisiva tedesca prodotta da X-Filme Creative Pool, in co-produzione con Degeto Film, Sky Deutschland e Beta Film, trasmessa in Italia da Sky Atlantc alla fine del 2017: una babilonia, appunto, di linee narrative poco incalzanti, che si intrecciano male e di rado. Il prodotto seriale, però, fa un lavoro di semina per le stagioni successive, anche se l’appeal non è al massimo per portare avanti l’interesse; i protagonisti non agiscono sempre motivatamente e la trama non li conduce verso l’urgenza delle iniziali premesse. Anche i casi di indagine che si ritrovano per strada non sono determinanti, lasciando una debole traccia. Volendo essere ottimisti e dare fiducia a questo prodotto di punta, bisogna considerare che la rivelazione graduale di alcuni elementi chiave riesce a far intravedere una raccolta successiva carica di potenza evocativa. Lo sfondo storico appartiene a questo gruppo di elementi, poiché l’ascesa nazista è vicina e il periodo di transizione che la serie mette in scena sconvolgerà l’universo narrativo sinora costruito, ponendo fine, tra le altre cose, al mondo disordinato e chiassoso dei locali notturni. La crescita dei personaggi che potrebbe avvenire, aprirebbe lo scenario a numerose e non scontate possibilità, sbilanciando gli equilibri e i rapporti di potere che dominano la città.

La Berlino del secolo scorso di Babylon Berlin ha richiesto una messinscena accurata che, sebbene appaia come un lavoro in costume abbastanza anacronistico, possiede il coraggio di osare nell’architettura originale dei locali notturni, protagonisti di una spiccata vitalità e modernità. La ricostruzione della città soddisfa a sufficienza, anche se non pienamente, il requisito della credibilità. Un lavoro di costumi e di scenografia che fa della rappresentazione delle avanguardie degli anni ’20 e dei bar notturni un po’ eccentrici e festaioli, una componente che contraddistingue l’intera serie rendendola immediatamente riconoscibile. In questo discorso si inserisce non solo l’architettura dei bar ma anche la vita che riempie questi luoghi. Infatti la pacifica coesistenza tra persone di colore e di altre etnie straniere insieme alla Berlino dei nativi, rappresenta il segno più evidente di un’epoca pre-hitleriana che sta per finire.

Babylon Berlin è ascrivibile al genere thriller e più precisamente al sottogenere del thriller politico, dove il mondo di mezzo decide e si comporta come in una guerra di strategia silenziosa. Alle volte però le situazioni sfociano in rappresaglie, rapimenti e omicidi dove la regia è chiamata all’elaborazione di scene d’azione. Queste scene però non emergono né in conseguenza ad un naturale aumento della tensione, né come rottura di un ritmo monotono. Le scene d’azione, infatti, per come sono state concepite sinora, non richiamano alcuna urgenza, risultando sostituibili con una parte spy (peraltro già presente), o con una maniera di lottare più coerente con gli intenti di questa serie. Il tentativo generale di questa analisi è quello di riportare alla luce il problema della tensione narrativa tutta, che si evidenzia in questo e in altri passaggi. Non si avverte la minima necessità dell’azione così progettata proprio perché non è supportata dall’intensità dei valori in gioco, che non emergono in modo chiaro dalla drammaturgia. Il problema di scrittura sinora sottolineato determina poche possibilità registiche poiché si è costretti ad operare senza uno scopo solido. La frammentazione spaziale, i colori e la scelta delle inquadrature sono così abbastanza ordinari, limitati al sostegno della recitazione degli attori, bravi nel lavoro della espressività minimale.

Gli elementi che funzionano maggiormente sono legati alle coreografie di danza durante i festini dei bar notturni, che pare provengano da tutt’altro universo, sia registico che narrativo. Ciò consente, a grandi linee, di spostare finalmente la serie dai toni grevi delle indagini, delle cospirazioni e della disillusione generale, a quelli più leggeri e quasi grotteschi del “moderno declino”, offrendo una visione che a tratti vira verso il puro intrattenimento. La pubblicità di questo prodotto seriale si basa proprio su questa parte, che viene compressa per essere ripresentata utilizzando nella pratica il brano cantato da Swetlana Sorokina – travestita da uomo – verso la fine del secondo episodio. Questo brano è l’esempio palese di ciò che le variazioni di tono ricreano in questo universo narrativo, intensificando l’interesse verso questa nuova produzione e trasportando di conseguenza anche la curiosità del grande pubblico.

Gen 18, 2018 | Letture
Premium Wordpress Themes by UFO Themes