Piazza Fontana e “Romanzo di una strage”

La strage di Piazza Fontana resta una delle ferite aperte della società italiana e uno dei nodi più delicati della nostra storia. A confermarlo sono giunte le polemiche, sovente molto aspre, suscitate dal film di Giordana.

Dare conto in questa sede di tutti gli interventi sarebbe impossibile (bisognerebbe scrivere un saggio, e nulla vieta che lo si faccia in uno dei prossimi numeri della rivista)

Qui possiamo però fornire al lettore una bussola di orientamento, con alcuni dei contributi più importanti e interessanti.

Una opinione critica, sia sul piano narrativo che – soprattutto – su quello della ricostruzione storica, è stata espressa da Corrado Stajano

C. Stajano, Dalle due bombe a Lotta Continua. Su Piazza Fontana buchi e forzature, in “Corriere della sera”, 28 marzo 2012

Giordana ha replicato, senza però convincere del tutto Stajano (che in margine all’articolo ha inserito la sua contro-replica):

M. T. Giordana, Il mio film dalla parte delle vittime, in “Corriere della Sera”, 30 marzo 2012

Con motivazioni differenti, forte anche la critica del direttore de “La Repubblica” Ezio Mauro

E. Mauro, Quel romanzo e la ferita aperta del paese, in “La Repubblica”, 3 aprile 2012

A queste critiche hanno risposto gli autori del film

M. T. Giordana, R. Tozzi, La nostra Piazza Fontana, in “Il manifesto”, 4 aprile 2012 (visibile sul sito di “diritti globali”)

Nel dibattito ormai piuttosto vivace è perciò intervenuto l’autore di uno dei più apprezzati libri su Piazza Fontana, Giorgio Boatti,

G. Boatti, Doppie bombe per una strage e un film. Con “Romanzo di una strage” esordisce la “Fictory, in “DoppioZero”, 27 marzo 2012

In controtendenza e molto più positivo è infine il giudizio espresso da Aldo Giannuli, uno dei massimi esperti di “terrorismo nero” (nonché già in passato consulente della Commissione stragi):

A. Giannuli, Romanzo di una strage, il libro di Cucchiarelli, le critiche di Sofri e gli anarchici indignati, sul blog “Aldogiannuli”, 1 aprile 2012

Intanto, a dimostrazione dell’importanza del tema, anche dall’estero un osservatore attento come Alan O’Leary, ottimo conoscitore dell’Italia, ha dedicato al film un lungo e argomentato intervento:

A. O’Leary, Introduction to “Romanzo di una strage” (dal sito ItalianCinema)