1977: linea di confine per cinema italiano e società civile

di Mirco Melanco

Abstract
Gli schermi italiani riflettono la dicotomica difformità di un periodo storico contraddistinto, da una parte, dall’impegno di alcuni gruppi sociali nella ricerca di nuovi modelli di gestione del potere politico che sfocerà nella lotta armata; dall’altra, dallo svuotamento in atto di ogni ideologia e dall’avvento di un consumismo sempre più radicato. In tale orizzonte il cinema di genere svolge un ruolo di primo piano, mantenendo un filo diretto con la cronaca che trova nel cosiddetto poliziottesco, legato a un neorealismo di tensione noir, il suo filone d’elezione. Sono in particolare le opere uscite in sala tra il 1976 e il 1978 a raccontare il dilagare della violenza nelle strade, la diffusione della droga, il controllo da parte delle mafie di affari connessi all’interesse pubblico e alla politica.