Cinema e storia 2019

Cinema e populismo. Modelli e immaginari di una categoria politica
a cura di Valerio Coladonato e Andrea Sangiovanni

“Populismo” sembra essere una delle parole chiave del nostro tempo: categoria politica dai confini mutevoli, fenomeno storico che ha avuto molteplici e diversissime declinazioni, è oggi tanto diffuso nei discorsi pubblici quanto sfuggente e apparentemente refrattario ad una definizione univoca. Questo numero di “Cinema e Storia” si interroga sul rapporto fra il cinema – nella sua dimensione di arte popolare – e il fenomeno che proprio al popolo e al suo primato nella sfera politica si richiama. Si può indagare il populismo attraverso il cinema? O anche: può il cinema – uno dei dispositivi che più e meglio di altri ha rappresentato le masse – aiutarci a definire il populismo oppure a fissarne alcune caratteristiche? E ancora: quali sono i rapporti che intercorrono tra il cinema, che ha la capacità di generare forme e immaginari condivisi, e quei fenomeni politici che, a diverse latitudini e in tempi differenti, sono riconducibili al concetto di populismo? Infine: può il cinema, in quanto strumento capace di dar forma all’investimento emotivo delle masse in individui “eccezionali”, costruire un contesto fertile per l’emergere del populismo? Il volume parte dal presupposto che per definire una categoria complessa e sfaccettata come quella di populismo sia necessario uno sguardo interdisciplinare, capace di indagare, oltre che il discorso politico, le forme che esso assume nella traduzione spettacolare che ne compie il cinema. I saggi esplorano cinematografie, paesi ed epoche diverse, aprendo una serie di percorsi interpretativi su questi ed altri quesiti, attraverso l’analisi di film significativi e la contestualizzazione storica dei fenomeni politici e delle loro rappresentazioni.

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INDICE

Cinema e populismo. Modelli e immaginari di una categoria politica
Valerio Coladonato e Andrea Sangiovanni

La giungla d’asfalto. L’influenza della mitologia populista anti-urbana nel crime film hollywoodiano (1905-1929)
Carlo Ugolotti

Champion of the Underdog. Il cinema populista di Will Rogers
Costanza Salvi

Un vagabondo diventa un leader populista. Arriva John Doe come riflessione cinematografica sul ruolo degli “uomini qualunque” nei processi politici
Anna Schober

I volti di Weimar. Populismo, fisiognomica e politiche del primo piano nelle sinfonie della città
Lorenzo Marmo

Risorgive di populismo slavofilo in Andrej Rublëv
Loïc Millot

Tra popolare e populismo. Commedia e immaginario politico nell’Italia del dopoguerra
Agnese Bertolotti

La critica del populismo calcistico nella commedia all’italiana: Il presidente del Borgorosso Football Club
Lynda Dematteo

La distopia del tempo presente in Signore e signori, buonanotte: una satira populista ma antidemagogica alla corruzione della Prima Repubblica
Domenico Guzzo

STILE LIBERO
a cura di Chiara Gelato

Banditi a Roma. Scritture audiovisive e immaginario della malavita capitolina da Romanzo criminale a Dogman
Matteo Santandrea

Stereotipi di genere, codici e clichés. Il cinema anticonformista dei Manetti Bros. Conversazione con Marco e Antonio Manetti
Daniela Ceselli

Catholicism and Cinema, tra modernità e modernizzazione
Mariangela Palmieri

I film storici della stagione 2017-2018
Pietro Masciullo e Luca Peretti

Bibliografia critica su cinema e storia. Triennio 2016-2018
Valerio Coladonato, Damiano Garofalo e Luca Peretti

Cinema e Storia 2013

La Shoah nel cinema italiano

a cura di Andra Muniz e Guido Vitiello

Nel 2013 l’Italia non ha ancora un museo della Shoah. Nonostante i ripetuti proclami della politica, manca tuttora un’istituzione nazionale che, al pari di quel che avviene nel resto d’Europa, racconti attraverso la lente d’ingrandimento delle vicende italiane la storia dello sterminio degli ebrei d’Europa. La memoria, nel nostro paese, ha seguito altre vie, molte delle quali sono passate per la narrazione cinematografica. I saggi che compongono il secondo numero di «Cinema e Storia» si interrogano sul ruolo svolto dal cinema e dalla televisione, coprendo un arco che va dai primi film e documentari, oggi pressoché sconosciuti, ai successi internazionali come La vita è bella, dalla ricezione dei grandi film americani, come Schindler’s List, ai meno studiati generi “autoctoni” come quello che ha mescolato, fin dagli anni Settanta, erotismo e nazismo. Forme del racconto eterogenee che hanno attraversato la cultura italiana e che, di volta in volta, hanno intrecciato il discorso sulla Shoah ai grandi nodi della rimozione collettiva, dell’antifascismo, dell’identità cattolica, dei persistenti fantasmi dell’eredità mussoliniana.

 

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INDICE (Cliccare sulle voci per acquistare i singoli contributi)

Il cinema della Shoah negli anni del grande silenzio (1945-1970): un’introduzione
Marcello Pezzetti

Cinema, società italiana e percezione della Shoah nel primo dopoguerra (1945-1951). Nuove prospettive di ricerca
Andrea Minuz

Politica, memoria, identità. La ricezione italiana di Holocaust e Schindler’s List
Emiliano Perra

La vita è bella (ad Auschwitz): luogo della memoria e dell’amnesia
Giacomo Lichtner

L’erotica di Auschwitz. Una genealogia della «Nazi-Sexploitation» italiana
Guido Vitiello

This Must Be the Memory. Vent’anni di sguardi del cinema italiano sulla Shoah
Claudio Gaetani

Il carrello di Kapò visto da qui. Il film di Pontecorvo e la sua ricezione critica riletti in prospettiva
Claudio Bisoni

Le rose di Ravensbrück. Genere, memoria, documentario
Ivana Margarese

Costruzione della memoria e rappresentazioni sociali. L’immagine della Shoah nella stampa italiana (2012-2013)
Claudia Gina Hassan

Il mancato museo della Shoah
Robert S.C. Gordon

La Shoah nel cinema italiano: una ricognizione bibliografica
Damiano Garofalo

Il cinema italiano e la Shoah: una filmografia (1945-2013)
a cura di Damiano Garofalo