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I vinti e i redenti. Cinema & antifascismo in Italia

di Vito Zagarrio

Abstract
Che vuol dire “antifascismo”? Anzi, in maniera ancora più generale quando si tenta di stabilire una relazione tra due soggetti, che cosa significa parlare di “cinema e antifascismo”? Perché, se la stessa nozione di “antifascismo” è oggi complessa e rischia di risultare ambigua, lo stesso può dirsi per quella di “cinema”, coincidente ormai con un orizzonte “espanso” comprensivo dell’intero universo audiovisivo, dal film alla televisione, dal video al web, dal cortometraggio al documentario. L’intento di questo saggio è dunque quello di riflettere problematicamente sulla doppia declinazione del rapporto cinema-antifascismo: da una parte la rappresentazione dell’antifascismo e la sua irruzione nell’immaginario; dall’altra l’antifascismo quale categoria ideologica e come posizione culturale.

Cinema e Storia 2015

Cinema e antifascismo. Alla ricerca di un epos nazionale

a cura di Vito Zagarrio

Questo numero della rivista prende in esame l’antifascismo come uno degli orizzonti tematici che meglio consentono di mettere a fuoco i problematici rapporti tra il cinema e la storia in Italia. È infatti su tale terreno che più chiaramente si evidenzia la relazione “non riconciliata” tra i due ambiti soprattutto laddove essa si definisce nella continua rincorsa di un epos nazionale che proprio nel mito resistenziale tenta di rintracciare il suo terreno d’elezione. I saggi contenuti nel presente dossier si soffermano su un lungo e articolato percorso che va dalla ricerca della nuova identità nazionale passante attraverso il sacrificio cruento e la conseguente monumentalizzazione dei martiri della guerra attuata dal cinema del dopoguerra alla disillusione che sopraggiunge con la fine dell’unità resistenziale; dalla storicistica (quanto ideologica) esigenza espressa dalla produzione filmica dei primi anni ’60 di porre il presente in continuità con il passato della guerra partigiana alla presa d’atto dell’incapacità di dare vita, come già accaduto per il Risorgimento, ad una vera e propria “grande narrazione” nazionale, fino al connubio tra contrapposizione generazionale e utopia che sostanzia il cinema più recente in cui è il concetto stesso di antifascismo a diventare di per sé problematico, aprendosi ad una serie di nuovi significati che i film, ma anche la televisione ed altri media di nuova generazione, faticano a interpretare.

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INDICE
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Introduzione
Vito Zagarrio

La lunga notte del ’43. Cinema e resistenza nella Prima repubblica
Pietro Cavallo

L’immagine di guerra. La Resistenza nel cinema italiano dell’immediato dopoguerra
Stefania Parigi

La storia incompiuta. Antifascismo e Resistenza nel cinema politico italiano dal boom agli anni Settanta
Maurizio Zinni

La nostalgia e la pietà: La notte di San Lorenzo di Paolo e Vittorio Taviani
Emiliano Morreale

Resistenza senza antifascismo. La Tv e il dibattito degli anni Novanta
Vanessa Roghi

Postmodern antifascismo
Giacomo Manzoli

I vinti e i redenti. Cinema & antifascismo in Italia
Vito Zagarrio

Cinema e Storia 2014

Italia 1977: crocevia di un cambiamento

a cura di Ermanno Taviani

Il 1977 è uno snodo nella storia recente d’Italia. È un anno di transizione, in cui si sviluppa una mobilitazione di massa segnata da un ethos collettivo, mentre però affiorano segnali di stanchezza, che preparano il riflusso e un nuovo ethos individualistico. Eppure, questa fase così ricca e contraddittoria, è stata spesso raccontata in modo unilaterale, insistendo sull’estremismo e la violenza. Sta perciò crescendo l’esigenza di sottrarre questo anno-chiave da tali rappresentazioni, per studiarlo in tutta la sua complessità. Il volume monografico di «Cinema e Storia» si propone come contributo in questo senso. E lo fa studiando l’interazione fra strutture materiali, immaginario e rappresentazioni; tra le dinamiche politico-sociali e la produzione artistico-culturale. Emergono così le differenze tra i film che raccontavano la loro attualità, insistendo sull’anima più radicale dei movimenti, e i film che anni dopo ne hanno recuperato l’altra anima, più creativa. Prende forma il clima individualistico, che fonti diverse – relazioni prefettizie, giornali, film – confermano già forte nel paese. Ma si stagliano esperimenti creativi, grazie ai quali comincia a soffiare in Italia il vento della temperie definita «Postmodernità». Un quadro insomma complesso, di una stagione decisiva.

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INDICE (Cliccare sulle voci per acquistare i singoli contributi)

Introduzione
Ermanno Taviani

Italia ultimo atto: il cinema del ‘77
Christian Uva

I germi della violenza. Gruppo di famiglia in un interno fra ’68 e ’77
Mauro Giori

1977: linea di confine per cinema italiano e società civile
Mirco Melanco

La voce del padrone e i suoni del popolo. Identità musicali e processi d’ibridazione tra universi etnici, colti e popular in Padre Padrone.
Marco Cosci

Un Borghese piccolo piccolo: retaggi patriarcali, crisi economica e violenza diffusa all’alba del 1977
Domenico Guzzo

Dal balcone della storia: Una giornata particolare
Paola Valentini

L’attacco al cuore del cinema politico italiano
Ermanno Taviani

L’altra faccia del 1977: un’epopea invisibile
Franco Grattarola, Domenico Monetti, Luca Pallanch

Facce di festa, Lato D. Esperimenti di comunicazione, performatività e immaginari giovanili nei primi film di Studio Azzurro
Alessandra Chiarini

La nostra Woodstock e l’annnus terribilis: Parco Lambro
Vito Zagarrio

Realtà e immaginario di un Paese in bilico: il 1977 tra mobilitazione e individualismo
Paolo Mattera

Il corpo immaginato della Storia. Mitopoiesi e narrazione cinematografica in Paz! e Lavorare con lentezza
Roberto Cavallini

La nostra Woodstock e l’annus terribilis: parco Lambro

di Vito Zagarrio

Abstract
Con i videotapes di Parco Lambro, dedicati all’omonima manifestazione-concerto di Milano, Aberto Grifi registra impietosamente il sogno e la violenza, dando la parola a una generazione con interviste, confessioni, riprese di gesti e atti all’alba del ’77. Il coacervo di emozioni di Parco Lambro, tuttavia, diventa più opera d’arte, installazione, oggetto museale che documento di intervento politico. Oggi resta sì come istantanea di generazione, fotogramma che fissa una data di nascita del Movimento, ma viene consegnato alla Storia soprattutto come importante intuizione sperimentale di un grande (video) artista, archetipico momento di ibridazione tra cinema, video e performance; caso storico di arte elettronica – che già prefigura le future arti digitali – prodotto da un film e videomaker visionario.

Gli schermi non più opachi

Vito Zagarrio

Abstract
Il contesto degli anni Ottanta è l’Italietta craxiana, quella della “Milano da bere” che sfocerà presto in “Tangentopoli”, un Paese destabilizzato dalla profonda rivoluzione della scena mondiale: dalla caduta del comunismo alle tensioni etniche alle guerre balcaniche alle grandi migrazioni, il mondo sta cambiando. In relazione a questo grande scenario millenaristico, in questo finale del “secolo breve”, il cinema italiano è poca cosa. Ma merita rispetto, e merita soprattutto una rilettura attenta, dal punto di vista storico e culturale, perché è lì che possiamo trovare le chiavi di lettura dell’oggi, è in questi anni contraddittori che possiamo vedere in nuce la formazione dell’identità del cinema italiano degli anni 2000.

Cinema e Storia 2012

Anni Ottanta: quando tutto cominciò.

Realtà, immagini e immaginario di un decennio da ri-vedere

a cura di Paolo Mattera e Christian Uva

Gli anni Ottanta sono stati un decennio dotato di uno spirito molto forte, improntato all’individualismo, al declino delle mobilitazioni collettive, alla ricerca della soddisfazione personale. Essi segnano il definitivo trionfo di un ethos, fatto di immaginario e di valori frutto di un singolare intreccio fra strutture materiali e dimensione simbolica. La televisione e il cinema diffondono i propri codici e i propri linguaggi a tutti i livelli, dalla vita quotidiana al mondo politico. Ecco allora che, per studiare quel decennio con quello spirito, e soprattutto per dare vita ad un’opera di re-visione che non ceda ad un facile revisionismo, appare particolarmente feconda l’interazione di competenze finalizzate a riesplorare e reinterpretare una serie di narrazioni oggi particolarmente illuminanti per comprendere il nostro presente.

 

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INDICE
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Il mio lungo viaggio nella storia del cinema in compagnia di Ulisse
Gian Piero Brunetta

Quando la Storia incontra il Cinema
Pietro Cavallo

Appunti per la storia di un decennio
Pierre Sorlin

Lo spirito di un decennio. Gli anni Ottanta, il cinema, la storia
Marco Gervasoni

Consumi e paesaggio mediatico degli anni Ottanta
Paolo Capuzzo

Gli schermi non più opachi
Vito Zagarrio

Echi e macerie del terrorismo nel cinema italiano degli anni Ottanta
Christian Uva

L’ellisse. Società e politica dal “Riflusso” a “Tangentopoli”
Paolo Mattera

Politica, spettacolo e televisione negli anni Ottanta
Edoardo Novelli

Nostalgia di un decennio disprezzato: appunti sul primo cinepanettone
Alan O’Leary

La rappresentazione degli anni Ottanta nel cinema italiano contemporaneo
Giacomo Manzoli